Split Payment, ANCE Bergamo non ci sta

Sulla stessa lunghezza d’onda di ANCE Nazionale anche la presidente di ANCE Bergamo boccia la richiesta di proroga dello split payment. La richiesta avanzata a Bruxelles dal Governo Conte per la Bergamasca rappresenterebbe un’ ulteriore batosta per le imprese già duramente provate. Con un comunicato stampa senza giri di parole l’Associazione Nazionale Costruttori Edili esprime il suo dissenso.

Split Payment, ANCE Bergamo non ci sta
Vanessa Pesenti

Split Payment, scelta scellerata

La richiesta di proroga avanzata a Bruxelles dall’attuale governo rappresenta un’ulteriore batosta per le imprese italiane e soprattutto bergamasche, già ulteriormente colpite dal recente lockdown. “Se veramente sarà confermata, la richiesta di proroga che il Governo avrebbe avanzato in Europa, sarà l’ennesima prova che invece di voler aiutare le imprese si fa di tutto per farle chiudere. Soprattutto in questo momento”, commenta la Presidente di Ance Bergamo, Vanessa Pesenti condividendo la posizione di Ance nazionale. Già a marzo si chiedeva sostegno alle imprese di settore.

Con l’entrata in vigore della fatturazione elettronica è venuta meno la motivazione originaria che aveva spinto 5 anni fa il legislatore ad adottare questa misura. Lo split payment è infatti un sistema che consente di controllare in modo capillare i versamenti. Inoltre a detta di Bruxelles doveva e poteva avere solo carattere temporaneo. “E’ evidente quindi che si tratta di una norma ingiusta che in Italia drena 2,5 miliardi all’anno alle imprese. Con la scusa di combattere l’evasione, difatti serve solo per fare cassa e subito a danno di tante imprese oneste. Lo ribadiamo da anni che deve essere eliminata” spiega Pesenti. ” E lo abbiamo ricordato in più occasioni anche a proposito delle nuove misure assunte dal Governo a seguito dell’emergenza sanitaria”. 

Inoltre significa che le imprese dovranno aspettare anni per riavere il proprio credito. E’ risaputo infatti che l’Italia è fanalino di coda dell’Unione Europea per rimborso Iva (63 settimane di media contro quella europea di 16). “La richiesta del Governo è quasi paradossale. In un momento come questo e a maggior ragione in una provincia colpita come la nostra sostengono di aiutarci dandoci liquidità. In realtà, considerati i tempi lunghissimi e le procedure burocratiche assurde, ce la tolgono subito”.  Le imprese della Bergamasca stanno affrontando con coraggio questa ennesima durissima crisi. Questa proroga rappresenterebbe quindi “un danno incredibile che contribuirebbe a metterle definitivamente in ginocchio”.